Il Territorio

I Di Iorio e tutto lo staff di Locanda Bosco San Cristoforo credono fortemente nel turismo culturale e nella valorizzazione del territorio che circonda la struttura. Ecco perché ai visitatori vogliamo proporre una serie di iniziative culturali e di visite guidate nei posti più caratteristici del territorio.

 

CONVENTO DEI CAPPUCCINI – CHIESA SANTA MARIA DI JHOSAFAT

 

A San Marco La Catola sorge un monastero dei cappuccini, risalente al 1585. I frati arrivarono sul territorio chiamati dal marchese Giovanni Battista Gaetano Pignatelli. La struttura ingloba una chiesetta precedente intitolata a Santa Maria di Giosafat. Sull’altare maggiore si conserva ancora un quadro rilievo su legno che raffigura la Madonna, risalente al periodo tardo bizantino. Secondo la tradizione, l’icona sarebbe stata portata a San Marco dai cristiani liberati da Federico II di Svevia a Gerusalemme. Nell'ipogeo della chiesa, cosacrata il 12 luglio 1713, è sepolto Padre Giovanni da San Severo morto il 5 aprile del 1631. In epoca napoleonica, in data 16 agosto 1808, fu compilato l’inventario del convento dal regio luogotenente Domenico Perna e dal sindaco Felice Di Mattia. Sulla struttura pendeva la scure della soppressione degli ordini monastici decretata dall’allora re di Napoli Gioacchino Murat.
Il convento, comunque, non fu soppresso grazie all’ intervento del sindaco che si schierò dalla parte dei frati, definiti “esemplarissimi e che la popolazione ne vive soddisfattissima”. Altro motivo che salvò il convento dalla soppressione fu la presenza al suo interno dell’unico lanificio per la fabbrica del panno per i vestiari ad uso di tutti i religiosi cappuccini esistenti nella provincia. Il monastero fu comunque chiuso nel 1867 divenendo di appartenenza del Fondo per il Culto della Cassa Ecclesiastica, che lo cedette al Comune. Fu riaperto nel 1901 e pochi hanno dopo ospitò un giovane Padre Pio, allora studente di teologia. Nel 1922 il Fondo per il Culto cedette tutto lo stabile all’Ordinario Diocesano. Il 1° giugno 1966, il vescovo di Lucera Cunial restituì il convento all’Ente Provincia Monastica, ma tale donazione fu ritenuta invalida dal Ministero dell’Interno in quanto il vescovo non era il padrone del convento, ma solo l’usufruttuario. Oggi è una casa di prima accoglienza.

 

MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA E DELLE TRADIZIONI POPOLARI

 

Dal 1990 a Motta Montecorvino sorge un museo demoantropoligico – etnografico che permette al visitatore di immedesimarsi nella vita agricola e pastorale dei Comuni del Subappennino Dauno, uno dei tratti più caratteristici di questo scorcio della provincia di Foggia. Un viaggio incantevole con forti evocazioni storiche. Le sale della struttura sono arredate e allestite come un tempo: il viaggio comincia nel focolre, prosegue nella sala degli aratri e arriva fino alla camera da letto nella quale trova spazio il letto monumentale. Tra gli arnesi da lavoro in esposizione, un originale “traìne” d’epoca: il carretto a trazione animale usato dai pastori e dai contadini. Nel corso della stagione estiva, il Museo organizza “Museo e oltre”, rassegna di eventi culturali tematici in collaborazione con le istituzioni locali. L’ingresso nella struttura è libero. Durante l’inverno si accede su appuntamento, ad agosto è aperto tutti i pomeriggi dalle 18 alle 19, mentre nel resto dell’estate è visitabile durante i giorni festivi dalle 16.30 alle 18.30.

 

DIGA DI OCCHITO

Nel territorio di Carlantino sorge la diga di Occhito, uno dei più grandi invasi d’Europa in terra battuta. Nasce dallo sbarramento del fiume Fortore, ed è stata realizzata alla fine degli anni '50, per far fronte alle esigenze idriche della provincia di Foggia. Il lago nato dallo sbarramento si sviluppa da un'altezza minima di 140 metri ad una massima di 198 sul livello del mare e riesce a contenere oltre 300 milioni di metri cubi di acqua, di cui circa 250 utilizzabili. Occupa una superficie di quasi 14 chilometri quadrai al confine tra Puglia e Molise. Oltre che per usi potabili e per l’irrigazione dei campi, il lago e la relativa diga costituiscono un'importante risorsa naturale per il territorio, meta di visitatori e di gite scolastiche durante tutto l’anno. Il lago è infatti un’importante zona umida che crea l’habita ideale per la vita di diverse speice animali, tra cui la lontra. Tutta la zona è stata identificata come oasi di protezione, cioè un'area riservata all'alimentazione al rifugio e alla riproduzione degli animali.